La PEC è morta

La PEC è morta! Chi l’ha uccisa?

Tempo fa mi è capitato di ricevere una email certificata da parte di un organo della PA (pubblica amministrazione), sinceramente non ricordo quale. Inizio a leggere il documento in allegato e trovo delle incongruenze se non errori che vorrei reclamare.

Che cos’è la PEC?

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un sistema di posta elettronica, che utilizza i protocolli standard della posta elettronica tradizionale. A differenza di una email tradizionale, la PEC fornisce al mittente, in formato elettronico, la prova legale dell’invio, della consegna e dell’integrità della email nonché degli eventuali allegati.

Grazie al DPR. 68 dell’11 Febbraio 2005, la PEC ha lo stesso valore legale di una raccomandata. Difatti, la PEC è nata in particolare per sostituire, dal punto di vista legale, la raccomandata con ricevuta di ritorno, comunemente raccomandata AR.

Una vera rivoluzione?

Si, la PEC è una rivoluzione. Tu puoi inviare velocemente una comunicazione, essere sicuro che sia ricevuta quasi “seduta stante” dal destinatario. Questo snellisce tutta una serie di problematiche dovute ai tempi di attesa, ai tempi morti, tra l’invio di una comunicazione tradizionale e una PEC.

Pertanto tutto più veloce, tutto più semplice e basta una PEC.

PECcato che non sia così! Siamo un popolo con una cultura un po’ particolare, grandi inventori dicono. Forse siamo dei gran vagabondoni che pur di non lavorare se ne inventano di ogni.

E allora, dopo due o tre PEC che hanno riempito qualche mailbox certificata di uno della categoria sopracitata (PA) cosa è successo? “IL THE VAGABOND” avrà iniziato a sbuffare con il suo superiore, che avrà sbuffato con il suo dirigente, ecc.

Avete presente la canzone “alla fiera dell’Est”? Ecco, più o meno, siamo lì!

LA PEC è morta. Perché?

Perché la PA ti scrive per PEC ma tu non puoi ribattere per PEC ma ti devi recare per forza nell’ufficio a quell’ora, in quel giorno, e che orari…

Nasce così la PEC non monitorata.

 

NOI siamo capaci di rovinare le cose più belle. In questo siamo dei fenomeni, dei veri inventori!

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